Google rimuoverà nel corso dei prossimi due anni il supporto ai cookie di terze parti e “congelarà” le stringhe User Agent.

Lo status quo non è più un’opzione praticabile. È tempo di immaginare e costruire un’alternativa positiva” – Wojciech Wiewiórowski

Justin Schuh direttore tecnico di Chrome Engineering di Google in un post sul blog, ribadito anche su Twitter, il 14 gennaio scorso, ha annunciato che il browser dell’azienda rimuoverà nel corso dei prossimi due anni il supporto ai cookie di terze parti e “congelarà” le stringhe User Agent. La prima tappa dovrebbe prevedere che, dal mese prossimo, il tracking non sicuro tra un sito e l’altro verrà limitato: i cookie che non includono un tag SameSite potranno essere solo first-party, e i cookie di terze parti dovranno obbligatoriamente usare HTTPS.

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La pandemia potrebbe sancire definitivamente il ruolo di Amazon quale assoluto protagonista del futuro.

La pandemia potrebbe sancire definitivamente il ruolo di amazon quale assoluto protagonista del futuro?

L’emergenza globale in corso ha contribuito a rendere evidente come il dominio strutturale del mercato sia una realtà dominata in gran parte da Amazon, rivelatosi l’infrastruttura principe del mercato, indispensabile, tanto per i consumatori quanto per gli stessi concorrenti.

Ciò malgrado l’obiettivo primario di ogni politica antitrust, consistente nel proteggere e promuovere un vigoroso processo competitivo tra attori economici e commerciali.

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Il ruolo e le attitudini del consulente aziendale nell’era della trasformazione digitale.

Il consulente di azienda deve essere riconosciuto dall’imprenditore come colui che detiene le giuste competenze strategiche ed operative per aumentare il business. Se inizialmente per intraprendere la professione era richiesta una conoscenza generica, oggi al contrario è necessaria una specializzazione solida nel proprio settore di riferimento all’interno del quale si andrà poi ad operare. Ma cosa comporta per il consulente conquistare e mantenere la fiducia dell’imprenditore e fornire con continuità una efficace gestione dell’innovazione?

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Le potenzialità del Cloud Europeo.

«Il digitale sta plasmando l’ambiente in cui viviamo. Chi trascura il digitale è cieco alla realtà̀ di oggi». – L. Floridi

Come ha più volte ribadito la Commissione Europea, «l’innovazione guidata dei dati è un motore essenziale per la crescita e l’occupazione, in grado di accrescere la competitività̀ sul mercato globale. Alle giuste condizioni, permetterebbe all’economia europea dei dati di raddoppiare entro il 2020».

I dati costituiscono la spina dorsale dell’economia digitale. Per questo rilanciare il cloud in chiave europea appare con assoluta evidenza una priorità̀ strategica per sfruttare le opportunità̀ offerte dalla “nuvola” e avvicinarsi all’idea del Digital Single Market europeo (DSM). Il progetto è senza dubbio ambizioso, ma ad oggi l’unico in grado di instaurare un rapporto sostenibile (e redditizio) con le altre aree del mondo, dalla Cina all’America. Il ruolo dell’Unione Europea nella contesa digitale è ancora da decidere; piuttosto che subire i condizionamenti dell’una o dell’altra superpotenza, appare molto più̀ conveniente dimostrarsi il terzo grande protagonista. E in uno scenario internazionale, dove tutto è automatizzato e interconnesso, la competizione richiede consapevolezza digitale, mirata a spingere le nuove tendenze dall’IoT allo Smart Working.

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Gestione commessa: perché un ERP standard non è sufficiente.

In termini generali, per commessa si intende un lavoro commissionato da un cliente, che deve essere svolto nel rispetto di determinati parametri (quali tempo, costi e qualità del lavoro). Se limitiamo la nostra osservazione alla categoria delle PMI italiane, la produzione su commessa si colloca ove sono presenti flussi generalmente irregolari e bassi volumi, ossia i volumi di output non sono costanti; il l’oggetto della fornitura viene quasi sempre personalizzato e la produzione viene avviata appunto in base all’ordine del cliente, in quanto la domanda di mercato non è prevedibile. Si suppone, infatti, che la domanda sia discontinua e differenziata. 

Prendiamo ad esempio il sistema di progettazione di aziende di impianti automatici (ovvero la realizzazione di grandi, complesse e personalizzate macchine per la automazione e la logistica industriale) che ha come caratteristica intrinseca  un tempo di attraversamento dall’offerta alla consegna di 4/6 mesi e oltre. Questo cospicuo lead-time rende molto critica e spesso inefficace l’adozione di procedure MRP tipiche dei classici gestionali ERP, basate su ordini di produzione lanciati con il presupposto di disporre di una distinta base tecnica consolidata (o quanto meno validata). 

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Lean e Compliance: una contraddizione?

La Compliance (conformità aziendale) viene vista da molti come un male necessario, spesso in contrasto con l’idea di eliminazione di sprechi e di burocrazia dai processi aziendali obiettivo di una gestione Lean. Ma è proprio così?

La conformità aziendale è un orpello? Certamente tutti noi siamo stati educati a temere la conformità — con spirito analogo temiamo e affrontiamo le imposte. La conformità richiede fatica e sopratutto ci sottrae tempo utile che potremmo dedicare alle cose interessanti del nostro lavoro — innovare, collaborare e far crescere il business. Dopo tutto, il nostro pensiero principale è la produttività.

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Lean Management e Industria 4.0

Quanto sono vicine Lean e Industria 4.0? E’ possibile la loro interazione culturale? In che misura l’esistenza di un percorso Lean in azienda può rappresentare una facilitazione anche per l’avvio di una più profonda trasformazione digitale? In questo articolo, alcune considerazione sugli aspetti in comune, nonostante le apparenti (superficiali) divergenze.

Vorrei partire oggi dalle pratiche di Lean Management e dalla logica del Lean Thinking (che gradualmente si affaccia alle opportunità del digitale) per una personale riflessione su cosa unisca Lean Manufacturing e Industry 4.0. È noto come il Lean Management — estremamente efficace nel generare competitività e crescita sostenibili — sia l’approccio sistemico al miglioramento di una organizzazione più applicato e riconosciuto a livello internazionale, una vera e propria filosofia, piuttosto che la semplice applicazione di un particolare metodo. In effetti è ormai dimostrato che comporta miglioramenti oggettivi, qualitativi e quantitativi, induce a porre una forte attenzione al valore delle persone (vero motore aziendale del miglioramento) ed è un modello di gestione basato sulla osservazione e sull’apprendimento delle cause effettive di successo e di fallimento.

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GDPR ed Intelligenza Artificiale: interpretazione ed applicazione

Ancora molti considerano il diritto della privacy difficile da tutelare specie di fronte ad uno sviluppo tecnologico che considera i dati delle persone sempre più come una merce scambiabile sul mercato ed utilizzabile per le più diverse finalità.

È immediatamente percepibile la prospettiva che di fronte al nuovo GDPR l’obiettivo essenziale sia quello del contenimento dei costi, implementando il livello di sicurezza dei trattamenti solo al fine di evitare le sanzioni elevate che il GDPR prevede e che costituiscono per gli operatori economici la preoccupazione maggiore.

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GDPR Compliance: informativa e consenso al trattamento-confine tra persone fisiche e società

I dati di imprese individuali, liberi professionisti e società di persone sono “dati personali” soggetti a trattamento?

Per rispondere alla richiesta di alcuni imprenditori, vorrei tentare una particolare lettura in chiave GDPR (alla luce dell’ attuale disciplina nazionale) circa il dubbio che clienti e fornitori, organizzati in forma di impresa individuale, società di persone e liberi professionisti, si debbano considerare “soggetti interessati” e pertanto destinatari degli adempimenti prescritti per il trattamento dati. In Italia, per trattare i dati di una società in generale (di una persona giuridica) non occorre preoccuparsi dell’informativa o del consenso. Le società, inoltre, non possono esercitare i diritti previsti dal codice della privacy o ricorrere al garante in caso di violazione delle loro informazioni personali.

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GDPR Compliance: una sfida tecnologica, organizzativa e culturale

Un nuovo approccio al trattamento dati: è questo che rappresenta, nei fatti, il GDPR. La compliance al trattamento dei dati personali da formale diviene più sostanziale; ogni azienda, istituto e fornitore di servizi che offra i propri prodotti o servizi ai cittadini della UE dovrà necessariamente documentare cosa prevede a garanzia della “sicurezza dei dati” adottando specifiche misure.

È noto: il Parlamento Europeo, nell’aprile 2016, ha approvato il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) [Regolamento (UE) 2016/679].

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